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Che cosa è la TARI?

Guida alla tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti

Quando si parla di TARI, la disciplina da cui partire è l’art. 1 c. 641 della L. 147/2013 che stabilisce quanto segue

  1. Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civileche non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Cos’è

La TARI (acronimo di TAssa sui RIfiuti) è la tassa che si paga per il servizio di

raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Chi paga

– Il proprietario residente in un determinato immobile;
– l’inquilino residente nell’immobile con un contratto di affitto non temporaneo di
durata superiore ai 6 mesi all’interno dello stesso anno solare;
– il soggetto che garantisce i servizi nelle aree commerciali e nei locali in
multiproprietà.
La presenza di un arredo oppure l'attivazione anche di uno solo dei pubblici servizi di erogazione idrica, elettrica, calore, gas, telefonica o informatica costituiscono presunzione semplice dell'occupazione o della conduzione dell'immobile e della conseguente attitudine alla produzione di rifiuti. Per le utenze non domestiche la medesima presunzione è rilevabile dal rilascio da parte degli enti competenti , anche in forma tacita, di atti assentivi o autorizzativi per l'esercizio di attività nell'immobile o da dichiarazioni rilasciate dal titolare a pubbliche autorità.
 

Chi non paga

– Aree condominiali comuni e non utilizzate in via esclusiva;
– aree scoperte accessorie a locali tassabili;
– aree come cantine, terrazze e balconi.

Entro quando si paga

L'Amministrazione Comunale nella deliberazione che approva le tariffe per l'anno stabilisce le scadenze della tassa rifiuti, indicativamente la prima rata e l'unica soluzione entro il 31 maggio e a seguire altre due rate bimestrali (31 luglio e 30 settembre). Per l'anno 2020 i vari DPCM emessi dal Governo per fronteggiare l'allerta sanitaria da COVID-19 hanno concesso la possibilità ai Comuni di differire e ritardare la prima rata e le successive.

Come si calcola

La TARI si calcola in base: alla superficie calpestabile dell’immobile in cui si risiede,
la destinazione d’uso, la tipologia dell’immobile e il numero di componenti del nucleo
familiare. In base a questi fattori si applica, poi, la tariffa comunale corretta. Esistono
diversi metodi per il calcolo della tassa sui rifiuti, ma il calcolo più usato è il
cosiddetto metodo normalizzato, che divide la quota della tassa in una fissa e una
variabile.

L'importo ottenuto è soggetto all'addizionale provinciale del 5 per cento.

Fino al 31/12/2019 il metodo normalizzato previsto dal DPR 158/99 regolava la modalità di calcolo delle tariffe TARI.
La legge 27 dicembre 2017, n. 205 ha attribuito ad ARERA  funzioni di regolazione e controllo del ciclo dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati, da esercitarsi "con i medesimi poteri e nel quadro dei principi, delle finalità e delle attribuzioni, anche di natura sanzionatoria, stabiliti dalla legge 14 novembre 1995, n. 481" e già esercitati negli altri settori di competenza..

L’Autorità, con la deliberazione n. 443/2019, ha approvato il “Metodo Tariffario per il servizio integrato di gestione dei Rifiuti (MTR)”, introducendo importanti e sostanziali modifiche a quanto precedentemente previsto e regolato dal Metodo Normalizzato ex DPR 158/99.

La nuova procedura di tariffazione, prevista dal MTR, stabilisce un limite massimo ai costi complessivi riconoscibili ai gestori, alla copertura dei quali si deve provvedere attraverso il gettito tariffario. Il metodo impone di redigere il piano economico finanziario inserendo, al posto dei corrispettivi dovuti ai gestori affidatari, i costi operativi e di capitale sostenuti da questi ultimi e desunti dai rispettivi bilanci, ai quali vengono poi applicati dei correttivi in base al perseguimento di obiettivi qualitativi.
 

Contestare un pagamento dovuto

 
Nel caso arrivi una richiesta di pagamento non dovuta si può contestare con  un’istanza di autotutela da presentare direttamente al Comune di Povegliano Veronese nel caso di un avviso di pagamento. Nel caso di una cartella esattoriale prima di rivolgersi all'Agenzia delle Entrate  - Riscossione (ADER) è consigliabile contattare l'ufficio tributi del Comune.
 
 
 
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